sabato, 04 luglio 2009

“Ciao cara…”

“Che enfasi, è così che rispondi a tua moglie” sorride lieve “… che ti è successo?”

“Non mi ci fare pensare…mi hanno cambiato di turno e tra poco sono di guardia” – sono diventato bravo a sparare stronzate, è vero che la pratica aiuta, e non poco – “di nuovo il solito raccomandato che vive vicino casa e che per farsi una notte dai suoi genitori condanna gli altri a fare il proprio lavoro…”

“Dai, non fare così” ridacchia “tanto che devi fare lontano da me e dal piccolino, non esci mai da bordo…”

“Lo so, ma da fastidio a prescindere” – cacchio, e quasi ora e devo ancora prepararmi per uscire – “del resto non siamo nemmeno in prontezza operativa quindi tutto sarà tranquillo, ci potremmo riposare senza problemi…”

“Tanto lo sai che non mi rassicuri lo stesso dicendomi che tutto sarà tranquillo… e poi sono stanca di questa vita, il piccolino, quando sei partito, ti chiamava di continuo… ho il timore che quando torni ti riconoscerà a stento” sospira “ma sei sicuro che non possano trovarti un posto in ufficio, sarebbe tutta un'altra vita e poi…”

“Ora basta! Di nuovo ‘sta storia!” il tono si alza infastidito “ad ogni missione è lo stesso, bastano due giorni in fuori sede e ricominci con ‘ste stronzate, come se non sapessi che siamo militari e che non possiamo fare come ci piace e pare”

“Si, ma io vedo la vita che fa mio fratello, e che”

“Continui a paragonarmi a lui? È facile stare seduto alla scrivania che gli ha messo sotto il culo tuo padre, non è vero? Se tu fossi stata una di quelle che avesse avuto di ‘ste ambizioni dovevi pensarci bene prima di sposarmi!”

“Ma io…”

“E non iniziare a piagnucolare adesso, come se non avessi già abbastanza pensieri per la testa” cerca una sigaretta dalla tasca della casacca “già è pesante senza che ti ci metti anche tu…” – non vedo l’ora di uscire e rilassarmi un poco… – “tanto ogni volta è la solita storia…” – ci voleva proprio ‘sto pippone, ora che devo uscire con quella tipa – “ e poi ricorda che se sto qui è anche per farti vivere bene, non dimenticarlo!”

“Dai amore… non, non volevo farti innervosire…ma sai…”

“Basta, va bene? Già sono incazzato per ‘sti colleghi e non voglio prendermela con te…”

“Si va bene…”

“Devo andare adesso, ti richiamo domani, dopo aver riposato un paio d’ore… da un bacio al piccolo…”

“D’accordo… e cerca di stare tranq… pronto…pronto?”

angus1one alle 23:06 in: libri, ci sto provando
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martedì, 23 giugno 2009

"Testa di cazzo!"

"Guarda che ti rompo il culo appena ti becco, stronzo!"

"Hai poco da minacciare, frocetto, specie dopo quello che hai combinato…"

"Adesso piantala, non me la vorrai mica far pesare per sempre, ‘sta cosa, no? Sembri mia madre che parla con mio padre… e poi credo che siamo ancora in tempo per organizzarci in altre maniere per affrontare i tipi…"

"Devi stare zitto!...non mi interessa un cazzo delle merdate della tua cazzo di famiglia, stronzo! …" silenzio dall’altro lato del telefono “sono stato nel posto che mi hai detto ed ho visto una cosa interessante"

"Di che cazzo parli?" ansioso, sa di aver combinato un casino

"Per prima cosa ho trovato il posto preciso dove hai combinato il macello"

"C’erano ancora gli sbirri? Che botta che ho preso…e il tizio che ho intravisto a terra non mi sembrava messo benissimo" sghignazza

"No, non c’era nessuno o quasi, ma ho trovato una cosa che ti appartiene, quel fetido berretto che porti di continuo, il cappello dei Bulls, quello che dici ti abbia portato tuo zio d’america, quello con la firma sicuramente falsa di Jordan"

"Cazzo, ti ho detto che è verissima, se l’è fatta fare alla fine di una partita in trasferta a New York, e poi…"

"E poi un cazzo! Ti ho già detto che non me ne frega una minchia delle merdate della tua sfottuta famiglia del cazzo, mettitelo in testa!"

"Va bene va bene…"

"Proprio lì nei paraggi, mentre mi guardavo intorno, ho notato una cosa strana…"

"Vai avanti…"

"Un testa di cazzo quasi mette sotto un ragazzino mentre esce dal parcheggio, e se la ride pure…"

"E quindi?"

"E quindi quella merdina di frocetto del cazzo sotto alla macchina cosa pensi che abbia trovato?"

"Non dirmi che il ferro non l’hanno trovato gli sbirri!"

"Ti dico di più bello…il cazzone se l’è portata dietro, senza andare dagli sbirri! È un cazzo di studente fuori sede, ed è andato diretto alla casa dello studente che frequenti per i tuoi affari-pacco che rifili agli idioti"

"Porca troia…non mi dire…"

"Ti dico, ti dico invece…"

"Che pensi di fare allora?"

"Io di certo non faccio nulla, coglione! Devi sbrigartela tu, e vedi di non combinare cazzate…ci vediamo da me tra un ora e mezza e ti do tutti i dettagli…"

"Va bene…" – porca puttana…ma chi me l’ha fatto fare ieri notte – "ci vediamo dopo…"


angus1one alle 13:01 in: libri, ci sto provando
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sabato, 30 maggio 2009

“Ehi amore...”

“Ciao, ma che succede? hai una voce...”

“Ho provato a chiamarti da stamattina, ma avevi il telefono spento. Ho avuto problemi...” definire la voce della ragazza giù di tono sarebbe usare un eufemismo

“Hai avuto problemi al lavoro? Guarda che se ti hanno creato problemi per le ferie ci possiamo sempre organizzare in maniera differente”

“No... non c’entra nulla...nemmeno sono andata al lavoro. Sono stata una mattinata intera dai carabinieri... scesa di casa e non ho trovato più lo scooter, solo la catena con il lucchetto spaccato” si sentono i singhiozzi soffocati

“Sei andata a fare la denuncia? Già immagino che cosa hanno fatto per trovarlo...” nervoso nel tono della voce, nervoso perché non sa cosa fare per risolverle il problema

“Mi hanno detto di aspettare loro notizie e di non fare sciocchezze, mi hanno detto che a volte possono chiedere dei soldi indietro per far ritrovare lo scooter... hanno detto che a Napoli lo chiamano cavallo di ritorno o una roba simile, ma da come trattavano la cosa mi sa che posso scordarmi la moto...”

“Dai, non disperare, in ogni caso sappi che un po’ di soldi li ho messi da parte ed invece della vacanza, se va male, lo prendiamo assieme un altro scooter”

“Sai che era l’ultima cosa di cui avevamo bisogno vero?”

“Ti ho detto di non preoccuparti dei soldi che si trova una soluzione a tutto, e poi sai che...”

“Amore...aspetta che...” guarda lo schermo del telefonino “ho un'altra chiamata in linea fammi rispondere, magari è il negozio che vuol dirmi che sono licenziata” un mezzo sorriso per sdrammatizzare “dai ti faccio sapere, a dopo...”

“Smettila di scherzare, si ci sentiamo dopo, un bacio...”

 

“Pronto”

“Parlo con la signorina...”

“Si, sono io...ma chi parla?”

“Sono il Maresciallo... della Compagnia dei Carabinieri di ... abbiamo appena ritrovato il suo scooter, è stato coinvolto in un incidente ed ha riportato dei danni, ma lo abbiamo ritrovato”

angus1one alle 19:15 in: libri, ci sto provando
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giovedì, 28 maggio 2009

“ehi sono io”

“che cazzo, ti sei messo a chiamarmi con l’anonimo?”

“ma che anonimo…sono da una cabina…”

“perché esistono ancora?” ride tossendo

“si esistono…e se si fanno di ‘ste merda di telefonate è meglio usarle…”

“brutto figlio di puttana, che cazzo hai combinato? Ti aspettavo da mezz’ora ed ancora sto aspettando…” tira una boccata dalla sigaretta

“ne hai da aspettare, bello… ho avuto problemi, seri problemi di locomozione…” si guarda intorno dalla cabina “meglio incontrarci da qualche parte, non voglio parlarne così”

“ 'cazzo hai combinato? Stai facendo saltare l’affare, lo sai? Si può sapere che cazzo ti è successo?” innervosito stringe il telefonino e sbatte con la mano libera la sigaretta accesa a terra

“devi sapere solo che siamo a piedi e che ho perso…” prende tempo, non sa come continuare “diciamo che siamo senza protezione…dormiamo a culo scoperto da sta notte”

drogato figlio di puttana – pensa, paonazzo in viso, l’interlocutore appena chiamato “porta il tuo cazzo di culo di merda da questa parti, per colpa tua tutto il piano è andato a mignotte, ed ora i problemi sono ben altri” ringhia alla cornetta “dimmi di più, dove cazzo l’hai persa bastardo!”

“ te l’ho detto…ho avuto problemi, deve essere successo in via Verdi, ma se fossi in te non mi avvicinerei troppo in questo momento, c’è sin troppo movimento”

“sbrigati ad arrivare, o per te i problemi saranno ben peggiori”

non gli va giù l’essere trattato in quella maniera, ma deve stare muto, ha creato sin troppi problemi, è pienamente cosciente che dai pakistani non è sensato andarci a mani nude, e se le cose si mettono male adesso non sanno proprio che fare, tutto questo per rifornirsi di un bel carico di fumo e potersi mettere in proprio “si…vengo…e vedi di non farti venire un infarto nel frattempo…”

angus1one alle 17:19 in: libri, ci sto provando
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mercoledì, 20 maggio 2009

angus1one alle 22:51 in:
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